Gli anni

14 gennaio 2018 § Lascia un commento

Domani ne parleremo, appuntamento alle 20.15 in biblioteca.

Parla della Russia

Di primo acchito non sapevo bene cosa provare. La scrittura e il contenuto di “Gli anni” di Annie Ernaux mi infastidiva e mi attraeva allo stesso tempo. Mi sembrava soprattutto un elenco. Un elenco di ricordi sparsi e fulminei che non mi appartenevano e che però sentivo miei, era una sorta di violenza che le facevo di cui non volevo sentirmi complice ma alla quale assistevo senza riuscire a smettere di guardare, come un voyeur che spia due ragazzi in auto la loro prima volta. Poi però ho capito che il motivo principale era proprio il fatto che non fosse per niente lontana da me, e che anzi, non la stavo facendo mia, quella memoria, ma mi apparteneva senza scampo. Ogni momento della sua vita era anche il mio. Un sentimento assimilabile alla vergogna mi impediva di continuare la lettura di giorno, così mi ci dedicavo solo di notte, volevo…

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L’amico perduto

27 dicembre 2017 § Lascia un commento

Una olandese a Giacarta.

Parla della Russia

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Se è vero che per ognuno esiste un paesaggio dell’anima,
una determinata atmosfera,
un ambiente che suscita echi profondi
nei più remoti recessi del suo essere,
questo paesaggio era – ed è –
per me quello delle montagne del Preanger:
l’odore amaro degli arbusti di tè,
il mormorio di limpidi ruscelli sulle rocce,
le ombre azzurre delle nuvole sulla pianura.
Che la mia nostalgia di tutto questo
potesse essere lancinante l’avevo capito in quegli anni
in cui ogni contatto, ogni ritorno era impossibile.

È estremamente interessante questa riflessione del protagonista del libro, un ragazzo olandese, figlio di un direttore di una piantagione di tè. E lo è pensando alla storia della scrittrice. Hella Haasse, olandese, nacque nel 1918 e visse fino ai vent’anni a Giacarta, per poi trasferirsi in Olanda. Il libro uscì nel 1948, quando l’Indonesia  era in conflitto con l’Olanda per ottenere l’indipendenza, dopo che i giapponesi la…

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A Christmas memory, di Truman Capote

25 dicembre 2017 § Lascia un commento

Come piccolo dono per questa giornata natalizia vi segnaliamo la possibilità di ascoltare la novella di Truman Capote, Ricordo di Natale, dalla sua voce a questo link. Buone Feste!

 

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Ci mettiamo la faccia: i migliori libri letti nel 2017

15 dicembre 2017 § 2 commenti

Se vi manca qualche idea regalo, qui ci sono consigli di lettura per tutti i gusti.

Parla della Russia

Il 16 dicembre del 2013 è nato il nostro blog Parla della Russia. Come da tradizione, festeggeremo il nostro compleanno consigliandovi il libro migliore letto nel 2017. E ci mettiamo pure la faccia! In questo appuntamento annuale, si mostrano anche i russi solitamente rintanati nel nostro gruppo segreto. Godeteveli tutti! E postateci nei commenti i vostri libri dell’anno.

Le club des incorrigibles optimistes, Jean-Michel Guenassia

IMG_3459Consigliato da: Albtsebt

È il mio miglior libro perché non ne avevo uno migliore, ma anche perché è un romanzo gioioso, corale, liberatorio, nonostante sia la storia di un adolescente e dio sa se l’adolescenza sia un periodo duro. Un libro che parla di libri, di scrittori e della storia comune alla nostra generazione (o forse a quella dei fratelli maggiori).

Mi è piaciuto mi ha appassionato l’ho amato e mi ha fatto rosicare di non esser stato capace di scriverlo io…

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La lettura nell’arte, dicembre 2017

8 dicembre 2017 § Lascia un commento

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Semeghini Pio
Gianna che legge (Ritratto della moglie)
olio su tavola, 55,5 x 48 cm
MART, Collezione L.F.

La lettura nell’arte, novembre 2017

2 novembre 2017 § Lascia un commento

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Norman Rockwell (1894-1978)
The Bookworm, 1926
Cover illustration for The Saturday Evening Post (August 14, 1926)
Oil on canvas
Private Collection

Bagliori a San Pietroburgo

14 settembre 2017 § Lascia un commento

Se amate la letteratura e l’arte in genere russa, questo è il libro che fa per voi.

Parla della Russia

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«In questa città mi lascio ininterrottamente distrarre; a ogni passo mi viene in mente il titolo di un libro o mi risuona in testa una musica. È una scoperta continua, c’è quasi da impazzire, vorrei far cinque cose contemporaneamente».

Jan Brokken

«Solo da noi hanno rispetto per la poesia  visto che uccidono in suo nome. In nessun altro paese uccidono per motivi poetici».

Osip Mandel’štam

Ho finito da qualche giorno questo libro e non faccio che continuare a sfogliarlo, a rileggere ciò che ho sottolineato, a guardare le fotografie che lo illustrano. Un gesto d’amore infinito verso la Russia, questo libro di Jan Brokken. Su un’intervista rilasciata a La Stampa, Brokken racconta che da ragazzino era spesso malato e costretto a letto e sua madre, di origini russe, lo distraeva leggendogli Anna Karenina, Guerra e pace, Il dottor Zivago, e poi Cechov, Puskin. Un binomio di amore indissolubile quello verso…

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